Milano – A livello mondiale nel 2007 sono state vendute 1,74 miliardi di etichette a radiofrequenza, con un aumento del 70%. Merito soprattutto delle prossime Olimpiadi cinesi. E l’evoluzione tecnologica continua a far scendere i prezzi
Sono 1,74 miliardi le “tags” a radiofrequenza vendute in tutto il mondo. E usate in tutti i settori in cui vengono applicate tecnologie della tracciabilità e dell’identificazione automatica. Si tratta del 70% in più del 2006, anno in cui si era già registrato un incremento del 42%. Le economie di scala e i progressi tecnologici hanno determinato una forte riduzione dei costi, per cui, l’aumento del 70% in unità si confronta con un più 48% in valore. Sono questi in sintesi i dati del consuntivo elaborato da IdTechEx, società di analisi di mercato inglese specializzata nel campo dell’identificazione automatica, presentati a Trace-Id ( www.trace-id.eu), l’evento milanese dedicato alla Radio-frequency identification (Rfid).
Sette per cento di crescita nel 2008 Per il 2008 IdTechEx prevede una crescita mondiale del 7%, in valore, per tutto il mercato Rfid (etichette, lettori, software e servizi), toccando i 5,3 miliardi di dollari. Per i soli tag il tasso di crescita si fermerà al 24%, con una quantità stimata di 2,16 miliardi di unità. Secondo gli analisti inglesi non si tratta di un vero rallentamento (dal 70% al 24%), ma di una crescita straordinaria “spot” dello scorso anno, legata al fenomeno alla preparazione delle olimpiadi in Cina. Oltre 630 milioni di etichette intelligenti erano state richieste dalle autorità cinesi per il completamento del sistema nazionale di carte d’identità elettronica. Secondo l’osservatorio, il numero di tag salirà del 24 per cento fino a 2,16 miliardi di pezzi. La tipologia di tag più diffusa sarà invece quella delle “etichette elettroniche” che assorbirà il 62,4 per cento del totale delle etichette Rfid. Ci si attende una crescita particolarmente pronunciata nel settore del “tagging” degli animali vivi che sta rapidamente diventando obbligatorio in molte aree dell’Asia e del Pacifico, per i maiali in Cina e per gli ovini in Australia. Si prevede che questo tipo di applicazione assorbirà novanta milioni di pezzi quest’anno.
La grande distribuzione e i viaggi Anche il mercato della grande distribuzione si sta muovendo verso l’Rfid: 325 milioni di unità sono state usate per identificare pallet e scatoloni. Per ora in prevalenza negli Stati Uniti, ma anche in Inghilterra dove è stato registrato l’impiego di circa cento milioni di tag, soprattutto per i capi di abbigliamento, per la catena Marks & Spencer. Nel frattempo continua la crescita dei tag anche nel settore dell’identificazione automatica dei bagagli, grazie anche allo standard definito dalla Iata (l’associazione internazionale delle compagnie aeree).
Rtls e geo-localizzazione Altri settori promettenti sono quelli legati alle tecnologie Rtls (real-time location systems) per la geo-localizzazione istantanea via radio di cose e persone, utilissima in tanti settori. A iniziare da quello sanitario e farmaceutico, ma anche nella lotta contro la contraffazione o il contrabbando. Una sorpresa potrebbe essere l’attuazione di una legge cinese che imporrebbe il tagging di ogni pacchetto di sigarette prodotto o introdotto legalmente con l’obiettivo di stroncare il contrabbando. Questo segmento specifico, già solo i Cina, potrebbe assorbire tra i 35 e i 40 miliardi di pezzi all’anno.