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Genetica e medicina preventiva L’Università di Milano Bicocca, il Consorzio per la Genetica Molecolare Umana, e Labco Diagnostics sono tra gli organizzatori del convegno PreMed 2008, Il contributo della Genetica alla Medicina Preventiva, un evento accreditato IFCC (International Federation of Clinical Chemistry and Laboratory Medicine) ed EMA (European Medical Association). L’ Università di Milano Bicocca, il Consorzio per la Genetica Molecolare Umana, e Labco Diagnostics sono tra gli organizzatori del convegno PreMed 2008, Il contributo della Genetica alla Medicina Preventiva, un evento accreditato IFCC (International Federation of Clinical Chemistry and Laboratory Medicine) ed EMA (European Medical Association). L’obiettivo del convegno è stato quello di fare il punto sulle conoscenze delle basi genetiche di comuni fenotipi di importanza biomedica in vari ambiti (neurologico, cardiovascolare, medicina del lavoro), delle sfide aperte nella ricerca e delle ricadute attuali e future in ambito clinico, etico ed economico. Numerosi i relatori, intervenuti da tutto il mondo, che hanno portato interessanti contributi multidisciplinari sulla materia. Fra questi: Jarlath French-Mullen (GeneLogic, Stati Uniti), Frédéric Eberlé (Roche Diagnostics, Francia), Martin Crockard (Randox Laboratories, Irlanda), Ralf Dechend (University of Berlin-Charite, Germania), Vincenzo Costigliola (European Medical Association, Belgio), Miquel Mira, (Transports Metropolitans de Barcelona, Spagna) Andrea Biondi (Università di Milano Bicocca), Iris Grossman (GlaxoSmithKline, Stati Uniti). La prima sessione del congresso si è focalizzata sul contributo della Genetica alla definizione delle relazioni tra comuni variazioni della sequenza del genoma (polimorfismi) e la predisposizione alle malattie. Questo approccio ha aperto la porta all’identificazione della complessa struttura genetica che definisce la suscettibilità allo sviluppo delle malattie complesse e ha introdotto il dibattuto scenario della farmacogenomica. Individuare farmaci innovativi di elevato valore terapeutico è una infatti priorità imprescindibile tanto dell’industria farmaceutica quanto della sanità pubblica, un’esigenza che si scontra però con l’alto costo dei farmaci biotecnologici. In conclusione sono stati affrontati i risvolti economici (ed etici) relativi allo sviluppo dei nuovi farmaci e alla possibilità di somministrare farmaci personalizzati, in grado cioè di attivarsi in maniera estremamente mirata sul singolo paziente e della gestione degli strumenti preventivi, che diventano maggiormente efficaci se basati sulla conoscenza della predisposizione genetica dell’individuo a certe patologie.
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