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Brambilla: «Le imprese turistiche del Belpaese sono troppo tassate»

Imprese turistiche del Belpaese troppo tassate. Lo ha detto il sottosegretario al turismo Michela Vittoria Brambilla, nel corso di una audizione alla Camera, dinanzi alla commissione Attività produttive. «La tassazione media delle imprese turistiche in Italia – ha sottolineato Brambilla – é del 31% mentre la media in Europa é del 24%: c'é troppa differenza, dovremo lavorare su questo». Il sottosegretario ha ricordato che nel programma del Governo c'é l'armonizzazione delle aliquote Iva, «ma questo non sarà sufficiente». Bisogna lavorare, ha detto Brambilla, per incentivare gli imprenditori alla riqualificazione.

Entro luglio le nuove stelle agli alberghi. Entro luglio sarà varata la nuova normativa sulla classificazione alberghiera, quella cioé che attribuisce le "stelle" alle strutture turistiche. Una riforma che il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio ritiene di «assoluta urgenza», vista la difformità nelle modalità di attribuzione delle stellette in ogni regione. Regioni e le categorie del settore hanno individuato standard minimi omogenei che le regioni indicheranno alle strutture turistiche. Così, il «cliente - assicura il sottosegretario - saprà a che servizi ha diritto».

I dati Istat del settore, «non sono sconfortanti». Il comparto turistico risulta in attivo, nel
2006, del 3% con una bilancia commerciale che registra un +10 miliardi di euro, cosa che «non credo molti altri settori possano vantare», ha detto Brambilla. Il turismo insomma cresce, ma non «al pari dei nostri competitor». Colpa da una parte della crisi economica, dall'altra di un fattore strutturale: se «siamo molto cercati, ma poco comprati», continua l'analisi di Michela Vittoria Brambilla, è perché «il rapporto qualità-prezzo in Italia é meno concorrenziale rispetto ad altri paesi che hanno provveduto da tempo per realizzare pacchetti turistici low cost e adesso ci danno la polvere».

Manca una politica nazionale forte per il settore. Sul turismo, ha detto Brambilla, è mancata una politica unica nazionale forte, tanto che dalle stesse Regioni, e in particolare dal presidente della conferenza Vasco Errani, é arrivata la richiesta di una politica turistica centrale che «avrà ricadute positive su tutti». Ricordando i casi di promozione della Spagna, il sottosegretario ha sottolineato che ogni territorio potrà rimodulare la propria pubblicità, ma serve una cornice unica, la cui assenza «ha fatto scivolare l'Italia». Indispensabile, poi, un unico soggetto che elabori e diffonda i dati riferiti al settore, oggi rilasciati da diversi soggetti a volte anche in modo «strumentale». Fra i primi risultati concreti il sottosegretario Brambilla porta come esempio di provvedimenti già attuati dalla nuova classificazione delle strutture alberghiere, alla cabina di regia attivata in Campania. «Per questo governo il turismo - ha concluso - é motore della ripresa della nostra economia». (Nicoletta Cottone, da Il Sole 24 Ore)