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Porto di Roma: La marina più frequentata d’Europa compie 10 anni.

“Era dai tempi degli imperatori Claudio e Traiano che Roma non aveva un porto, noi ci siamo riusciti in pochi anni: abbiamo cominciato nel 1998 e ora siamo già a pieno regime. Ma non ci fermiamo certo qui. I cantieri che chiunque può vedere sono un chiaro esempio che non intendiamo cullarci sugli allori”. “Il porto di Roma è la marina più frequentata d’Europa, un fiore all’occhiello che Roma può vantare quando si confronta con qualsiasi altra realtà internazionale” così Antonio Ferace, napoletano d’origine ma romano, anzi ostiense, d’adozione, riassume in poche parole lo straordinario successo del nuovo Porto di Roma che si avvia a compiere i suoi primi dieci anni di vita.

Dott. Ferace, perché il Porto di Roma piace così tanto?
“Il Porto ha un forte appeal sia per quanto riguarda il cinema e la televisione , in questo momento stanno registrando una nuova serie di “Distretto di polizia”, sia per quanto riguarda la commercializzazione di aziende, prodotti, marchi. Chi entra può contare su una serie di valori aggiunti: una location che si presta bene, può piacere o no, ma nel 90 per cento dei casi è ritenuta gradevole, lunghissimi porticati, uno stile architettonico molto marcato, grandi e piccole imbarcazioni che si sviluppano lungo un chilometro di pontili e un centro commerciale dove non manca niente: servizi, banche, poste, bar, ristoranti, tabacchi,un supermercato, un cantiere navale, agenzie di viaggi, ecc. Abbiamo anche un sistema di rilevazioni dei transiti pedonali, operativo dal 2001, che conta, letteralmente, tutte le persone che entrano e sono in media 4 milioni l’anno. Per chi, in vece vuole far promozione disponiamo di ben 4 aree espositive di particolare pregio: una fronte spiaggia di 3.000 metri quadri, dove alcuni anni fa la Bmw ha fatto il lancio della Mini e una un po’ più intima in cui concentriamo piccole: è la piazzetta dello Yachting Club che è di 400 mq complessivi e si trova in un area più protetta rispetto al piazzale fronte spiaggia. Poi abbiamo un’altra area, di circa 1500 metri, vicino all’ingresso sud, dove organizziamo eventi più di medio livello, e, in fine, è di prossima inaugurazione un anfiteatro, che può ospitare 700 persone, a cui sarà annessa una nuova area espositiva”.

Che rapporto avete con il resto di Ostia? E con la città di Roma?
“Ostia è Roma, è un quartiere di Roma. E’ vero che è una circoscrizione importante, probabilmente la più importante di Italia, perché siamo, se non sbaglio intorno ai 350.000 abitanti, senza contare l’estate quando, con il movimento degli stabilimenti balneari, si arriva ad un milione di visitatori l’anno. Una cosa, però, è passeggiare in una qualsiasi strada di Ostia, una cosa è passeggiare qui, dove la gente viene apposta: sia i vip che sbarcano dalle grosse imbarcazioni, sia la gente normale, le famiglie con i bambini, che trovano un ambiente rilassato, senza circolazione di auto, dove è facile trovare parcheggio e si è più disposti anche a spendere. Contrariamente a quanto avviene in città, qui i negozi possono essere aperti sette giorni su sette tutto l’anno e durante i week-end d’estate e di primavera chiudono anche alle tre di notte. L’impatto con Ostia penso sia quindi positivo e gli imprenditori vedono il Porto come un motivo di vanto, non solo per il loro territorio, ma anche per tutta Roma. Noi abbiamo anche una grande particolarità rispetto agli altri: questo è un porto vissuto sempre, in qualsiasi stagione. D’inverno c’è una forte concentrazione di romani, che hanno la possibilità di mettere qui la loro imbarcazione e di goderla durante tutto l’anno, contrariamente alla media italiana che è di un massimo di quindici giorni l’anno. D’estate si apre, invece, quella fascia incredibile, e per certi versi inaspettata, di turismo nautico in generale, straniero per l’80%, che ha finalmente la possibilità di visitare Roma provenendo dal mare. La direzione del Porto ci ha comunicato che, rispetto allo scorso anno , dove c’è stato un movimento di transito di circa cinquemila imbarcazioni, quest’anno abbiamo un incremento del 20% . Sono, in gran parte, navi charter, che effettuano mini crociere, di 40, 50 metri, locate a famiglie facoltose, che girano il Mediterraneo . Per loro Ostia, proprio perché e una parte di Roma, è diventata una piacevole abitudine: arrivano, vanno in città, vedono i monumenti, fanno shopping, ritornano, ecc”.

Non solo affari, però, ma anche un forte impegno in difesa dell’ambiente …
“Il porto nasce all’interno di un più ampio progetto di riqualificazione di tutto il versante alla sinistra della foce del Tevere. Abbiamo iniziato, con capitale interamente privato, nel 1998, prendendo in concessione l’area dove poi è stato fatto il Porto; alle sue spalle abbiamo invece bonificato un’altra ampia fascia di territorio che versava in stato di gravissimo abbandono, proprio dove è morto Pier Paolo Pasolini, realizzando, tra l’altro, insieme alla LIPU, la Lega Italiana Protezione Uccelli, un’oasi paludosa, ancora in fase di sviluppo, che si chiama Centro Habitat del Mediterraneo ed è diventata uno dei parchi naturali più belli d’Italia. Qui è possibile incontrare, tra gli altri, aironi, cicogne e, dalla prossima primavera, ritorneranno, dopo oltre cento anni di assenza, persino i fenicotteri rosa; appositamente per loro sta, infatti, per essere terminato una nuovo lago di acqua salata. Ora abbiamo cominciato i lavori in una nuova area, questa volta di proprietà privata che, sotto l’aspetto formale e visivo, si va ad incastonare nel Porto: abbiamo già quasi intermente realizzato la città dell’auto, che ospiterà dalle concessionarie alle pompe di benzina, e, in seguito, faremo un museo con centro congressi, una scuola materna, un albergo, un residence e una grande piazza, mentre sono già stati ultimati anche un centro direzionale con uffici e l’anfiteatro di cui parlavo prima. In futuro è previsto un ulteriore allargamento del parco della Lipu”.

Siete molto attivi anche dal punto di vista sociale?
“Il Porto ha creato un indotto, tra cantieri e altro, di circa 3.000 posti di lavoro, che è destinato ad aumentare con le nuove costruzioni coinvolgendo anche i ragazzi della nuova Ostia. E siamo anche un luogo assolutamente tranquillo. Ovviamente tra i quattro milioni di visitatori che vengono ogni anno non tutti sono persone perbene e qualcosa può sempre capitare, ma è un fatto assolutamente tollerabile. Anzi, alcune recenti statistiche affermano che la zona, dintorni compresi, è diventata una delle più tranquille di Ostia con un tasso di criminalità in netto calo. E nei nostri cantieri edili non è mai stato rubato nulla”

Un successo, quindi, su tutta la linea?
“Penso proprio di sì. Avere la possibilità di arrivare a Roma via mare è davvero un fatto notevole: l’ultimo porto era stato quello di Traiano, duemila anni fa, che, guarda caso, assomigliava molto a quello odierno. A Ostia, dal 1998 in poi, è cominciato un vero periodo d’oro. Tutto è cominciato grazie all’Assobalnerari: alcuni stabilimenti sono passati di padre in figlio e le nuove generazioni hanno intrapreso dei notevoli sforzi economici per ristrutturare le loro strutture. In questo modo Ostia ha rapidamente sottratto a Fregene lo scettro dell’estate e gli stabilimenti sono diventati delle vere e proprie industrie, dove fare shopping, ballare, fare sport e quant’altro. E poi è nata Cineland, rivolta soprattutto ai più giovani,ma anche a tutti gli amanti del cinema, e, infine, il Porto. Sono tutte realtà che hanno cambiato totalmente l’immagine di Ostia e la cosa è stata notata soprattutto dai turisti che arrivano con le barche che, quando vanno a fare un giro in centro, si stupiscono dei continui progressi” .