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“Vinciamo ogni discriminazione”

Dal 16 al 22 marzo il Dipartimento per le Pari Opportunità e l’UNAR promuovono la quinta “Settimana di azione contro il razzismo”, in occasione del 21 marzo, dichiarata dall’Assemblea generale delle Nazioni unite nel 1967 “Giornata internazionale contro qualsiasi forma di razzismo e di discriminazione”, per conservare e diffondere la memoria del 21 marzo 1960, quando, nella città di Sharpeville (Sudafrica) la polizia aprì il fuoco uccidendo 70 manifestanti che protestavano pacificamente contro le leggi razziste emanate dal regime dell’apartheid.

Durante la “Settimana contro il razzismo” saranno realizzati in varie città italiane eventi, seminari e manifestazioni per discutere, riflettere e richiamare l’attenzione della società, dei mass media e delle istituzioni sulle opportunità offerte dal riconoscimento e dalla valorizzazione delle diversità, nonché sulla necessità della reciproca conoscenza, del confronto e dello scambio fra culture diverse, al fine di abbattere diffidenze e stereotipi sopra cui si fonda il razzismo.

Lo sport è senz’altro il veicolo ideale per promuovere un messaggio di valorizzazione di tali diversità. Per tale motivo si è voluto affidare anche quest’anno, nell’ambito della “Settimana” un ruolo importante alla Maratona di Roma, scelta come simbolica partenza per un cammino che giunga alla realizzazione di una società in cui tutti potranno dare il proprio contributo, nel pieno rispetto delle altrui diversità.

Così, ormai per la terza volta, la Maratona di Roma, il Dipartimento per le Pari Opportunità e l’UNAR hanno voluto unire le proprie forze all’insegna del messaggio-slogan “Vinciamo ogni discriminazione” che esprime la volontà e l’impegno morale di far ripartire da Roma la ‘corsa’ per sconfiggere la negazione dell’uguaglianza e la discriminazione, e sarà anche riportato sulle magliette distribuite a quanti si iscriveranno alla gara.

In particolare, l’UNAR ha istituito un Contact Center multilingue che risponde al numero verde gratuito 800.90.10.10, attivo dal lunedì al venerdì, dalle ore 10 alle ore 20 per raccogliere segnalazioni, denunce e testimonianze su fatti ed azioni che pregiudicano la parità di trattamento tra le persone, per motivi di razza, di origine etnica, di religione e cultura.

 

Fonte: Dipartimento Pari Opportunità

 

Federalismo fiscale: confronto Governo-Regioni

I decreti attuativi del ddl delega sul federalismo fiscale devono essere il frutto di un'intesa rafforzata in Conferenza Unificata, ne è convinto il Presidente della Conferenza delle Regioni, Vasco Errani che nel corso del confronto con il Ministri Fitto e Calderoli e con il Sottosegretario Brancher ha sottolineato in più passaggi la necessità di “una piena condivisione dei diversi livelli istituzionali". Nel corso del vertice che si è tenuto nel pomeriggio del 5 marzo Vasco Errani, ha illustrato ai rappresentanti dell’esecutivo gli emendamenti presentati dalle Regioni al testo del ddl delega sul federalismo fiscale licenziato dal Senato ed ora in discussione alla Camera. I Presidenti delle regioni hanno, fra l’altro,chiesto "garanzie per tutte le regioni sulle funzioni relativi ai diritti fondamentali costituzionali, la salute, l'assistenza, la scuola". Un altro emendamento presentato dai governatori e' poi relativo a un comma della delega che si riferisce alle aree in differenziale di sviluppo. "Abbiamo presentato al governo una serie di emendamenti per noi fondamentali, di cui alcuni irrinunciabili, e il governo si è riservato di valutare", ha sottolineato Errani. "Ci incontreremo nei prossimi giorni per fare il punto - ha concluso - e' un lavoro in corso che richiede il massimo impegno".

“Dal Governo ci sono state alcune aperture sulle quali ci confronteremo nuovamente con Calderoli''. Così il coordinatore della commissione affari finanziari della Conferenza delle Regioni, Romano Colozzi (Lombardia), ha commentato l'incontro. ''Oggi si e' concretizzato un metodo di lavoro per noi importante - ha spiegato Colozzi - Calderoli ci aveva assicurato che durante l'iter di approvazione del provvedimento sarebbe rimasto aperto un canale di confronto. Così è stato”.

"Sul federalismo fiscale – ha osservato il Ministro Raffaele Fitto - con le Regioni ci sarà un dialogo aperto, chiaro e profondo per giungere ad un testo condiviso perché riteniamo che chi dovrà attuare questa riforma dovrà esserne convinto; vogliamo adottare - ha aggiunto Fitto - lo stesso metodo di confronto tenuto nella parte precedente all'approvazione del testo da parte del Consiglio dei Ministri. Fitto ha inoltre confermato che la prossima settimana si metterà al lavoro la Commissione che dovrà valutare le richieste delle Regioni a Statuto speciale.

“Nel corso della riunione di oggi - ha aggiunto il ministro per la Semplificazione amministrativa, Roberto Calderoli - abbiamo visionato gli emendamenti correttivi presentati dalle Regioni rispetto ad alcune modifiche apportate al provvedimento al Senato''. ''A questo punto - ha spiegato lasciando il Ministero per gli Affari Regionali - verificheremo lo spazio di mediazione tra le richieste che ci sono pervenute e i testi modificati in sede parlamentare”. (regioni.it)

 

Sostegno a settori industriali in crisi

Il Consiglio ha approvato, su proposta del Presidente Berlusconi e dei Ministri dell'economia e finanze, Giulio Tremonti, e dello sviluppo economico, Claudio Scajola, un decreto-legge che contiene misure di sostegno a settori industriali in crisi.

Le finalità del provvedimento sono:
- affrontare la crisi del settore con interventi urgenti di sostegno alla domanda;
- far convergere le politiche nazionali con le indicazioni della Commissione europea e con le misure già adottate o in corso di adozione da parte degli altri Paesi europei;
- orientare le scelte dei consumatori verso prodotti a basso impatto ambientale che vanno nella direzione degli obiettivi di Kyoto.

Il provvedimento di oggi - ha dichiarato il presidente Berlusconi durante la conferenza stampa al termine del Consiglio dei ministri - è il terzo atto che il governo vara per contrastare la crisi finanziaria dopo la manovra anticipata e il pacchetto delle misure anticrisi di fine novembre.

Il Premier ha poi illustrato il decreto legge volto ad agevolare ''i beni durevoli, colpiti in tutto il mondo dalla crisi''. I quattro assi su cui ruota il provvedimento: Salvaguardia dell'ambiente e lotta all'inquinamento; più sicurezza sulle strade; impulso alla ricerca e all'innovazione; totale coerenza con le misure Ue.

"La rottamazione prevista nel decreto legge interessa potenzialmente 15 milioni di vetture''. Lo ha detto il ministro dello Sviluppo economico Claudio Scajola nel corso della conferenza stampa a Palazzo Chigi considerato che ''l'Italia ha il parco auto più vecchio d'Europa e che le auto con più di dieci anni e per le quali può essere chiesta la rottamazione sono circa 15 milioni".

Confermato il bonus da 1500 euro per la rottamazione di un auto euro 0, euro 1 e euro 2, immatricolate fino a dicembre '99, a fronte dell'acquisto di un auto euro 4 e euro 5 con emissioni di Co2 sotto i 130 grammi/Km se a gasolio e sotto i 140 grammi se a benzina.
''Per incentivare l'innovazione e la ricerca di prodotti meno inquinanti - ha detto Scajola - abbiamo "spinto" molto sul metano, l'alimentazione elettrica e l'idrogeno. Se un veicolo di questo tipo viene acquistato come prima macchina il bonus è di 1.500 euro, se si rottama un'auto vecchia e si acquista un veicolo verde l'incentivo arriva a 3mila euro. Inoltre, ha precisato il ministro - se i veicoli di questo tipo sono a emissioni ridottissime il bonus è di 3.500 euro''.

Per favorire il ricambio di veicoli commerciali leggeri, ''ad esempio i furgoncini utilizzati da padroncini'' il governo ha previsto un bonus di 2.500 euro se a fronte dell'acquisto si rottama un veicolo immatricolato entro dicembre '99. Anche in questo caso il bonus aumenta fino ad arrivare a 6500 euro se, a fronte della rottamazione, si acquista un'auto a metano o a idrogeno. Per la rottamazione di moto e motorini e l'acquisto di un nuovo veicolo a due ruote euro 3 il bonus è di 500 euro.

Gli incentivi consistono in uno sconto che il consumatore ottiene direttamente presso i concessionari, che poi viene recuperato dal concessionario attraverso un credito d'imposta.

 

Maroni a Commissione infanzia su minori e immigrazione

Sono 2. 124 i minori non accompagnati sbarcati in Italia nel 2008, sui 2751 rilevati nel corso dello scorso anno.

E’ quanto risulta dai dati illustrati dal ministro dell’Interno Maroni nel corso dell’audizione alla Commissione bicamerale sull'infanzia che si è tenuta mercoledì 25 febbraio per l’indagine conoscitiva sui minori non accompagnati. Dal 1974 ad oggi sono inoltre scomparsi 10.267 bambini, tra cui 1.810 italiani.

 

Da qui la proposta del presidente della Commissione bicamerale sull’infanzia, Alessandra Mussolini, di un emendamento al ddl sulla sicurezza, ora al vaglio della Camera, per l’introduzione dell'obbligatorietà del documento di identità per i minori da 0 a 14 anni.

La grande maggioranza dei minori sbarcati nel 2008 sulle coste italiane, precisamente 2.327, è approdata sull’isola di Lampedusa. L’andamento degli sbarchi complessivi registra per di più un aumento. Alcuni dati: nel 2007 gli sbarchi dei minori erano stati 2.180, di cui 1.700 non accompagnati; dall’inizio del 2009 sono arrivati 154 minori, 138 dei quali non accompagnati; l’anno scorso sono state presentate 302 domande di rifugiato: 70 sono state accolte e per altri 210 minori sono state attivate forme diverse di protezione. Nessuno di loro è stato espulso, ma per tutti sono stati avviati percorsi di prima accoglienza; nel 2008 le scomparse sono state 1.008, e 322 minori scomparsi sono italiani; si sono allontanati da istituti e comunità di accoglienza 740 bambini stranieri, 82 di loro sono rimasti vittime di reati: tratta, riduzione in schiavitù, sfruttamento della prostituzione.

Il Ministro Maroni condivide la proposta del presidente della Commissione di introdurre l'obbligo del documento di identità per i minori da 0 a 14 anni: “Bisogna garantire a ciascun minore italiano il diritto all'identità, con tutti i mezzi che la scienza mette a disposizione, anche per la sicurezza dello stesso minore", ha detto. Il Ministro ha poi ribadito la necessità di aumentare il numero dei centri per gli immigrati realizzando anche strutture ad hoc per i minori, «più adeguate e più capillari sul territorio anche dal punto di vista del controllo». «Molte Regioni - ha riferito - non hanno centri di accoglienza», «bisogna fare in modo che ci siano strutture adeguate in tutte le Regioni» per non gravare eccessivamente su quelle meridionali.

«C'è una situazione di emergenza - ha detto Maroni - che riguarda anche il problema delle risorse»: nel 2008 il Viminale ha rimborsato alle Regioni 5 milioni e 400 mila euro per l'accoglienza ai minori stranieri non accompagnati; nel 2009 sono arrivate richieste pari a tre milioni di euro.

 

Sul traffico di organi nel nostro Paese, il Ministro ha precisato di aver «parlato di evidenze di segnalazioni», ma di non aver mai detto che «all’interno del sistema sanitario italiano si svolgano attività di questo tipo». Maroni ha spiegato di aver solamente collegato la scomparsa di minori e le segnalazioni di inchieste svolte in diversi Paesi, anche tramite Interpol, sul traffico di organi.

 

Fonte: Ministero dell'Interno